Carbonia Scrive: LA RAGAZZA CHE LEGGEVA L'ANIMA

Carbonia Scrive: LA RAGAZZA CHE LEGGEVA L'ANIMA Carbonia Scrive: LA RAGAZZA CHE LEGGEVA L'ANIMA

Venerdì 10 Novembre alle ore 17,30, presso la Biblioteca Comunale Carbonia, nell'ambito della rassegna Carbonia Scrive, si terrà la presentazione del libro di GIAN FRANCO CAU "LA RAGAZZA CHE LEGGEVA L'ANIMA"
Coordina la serata Nadia Pische - docente di scuola primaria, giornalista pubblicista
Sarà presente l'editore Giampaolo Cirronis.

L'Autore
Gian Franco Cau nasce nel 1955 a Portoscuso. Oltre che Poeta e Scrittore , è un pittore molto apprezzato. Per la sua attività artistica , è stato inserito in numerose pubblicazioni d'arte, tra le quali " Elite dell'arte italiana", "I più noti artisti sardi del XX secolo", "Avanguardie artistiche". In oltre trent'anni di carriera ha esposto in una cinquantina di mostre collettive e personali, allestite in Sardegna e nella penisola, a Cagliari, Roma, Milano, Como , Verona, Tarquinia ed altre.
Gli sono stati assegnati importanti riconoscimenti artistici quali " La caravella d'argento (Genova 1992), Targa Colosseum ( Roma 1995) Timbro d'Autore (Roma 2000).
Nel 2007 è stato inserito nell'opera " La grande Enciclopedia della Sardegna" . Da oltre 20 anni tiene corsi privati di disegno e pittura.
Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo " L'archeologo inglese", nel 2017 ha pubblicato "L'apocalisse segreta"

Il Libro
Silvia una ragazza di quindici anni, dopo varie derisioni e intimidazioni da parte di un gruppo di cinque coetanee, un giorno all'uscita da scuola viene insultata e aggredita con calci, pugni e ridotta in stato di incoscienza. Viene trasportata in ospedale e, dopo alcuni giorni, si sveglia da un breve stato di coma, accorgendosi di aver perso l'uso della parola. La violenza subita le darà una nuova consapevolezza della vita ma, soprattutto, la capacità di saper leggere "l'anima" delle persone.
Un romanzo indirizzato soprattutto agli adolescenti, dove l'autore nella narrazione cerca di sensibilizzare il lettore a porsi dinanzi allo specchio della vita, nella speranza di stimolare le coscienze dei ragazzi ad un percorso di vita migliore

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