Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.



Carbonia Scrive: Colpi di scure e sensi di Colpa

Locandina evento Locandina evento

Nuovo appuntamento con la rassegna  “Carbonia Scrive”: Venerdì 4 Aprile alle ore 18,00 presso la Biblioteca Comunale di Carbonia presentazione del libro di  Fiorenzo Caterini "Colpi di Scure e Sensi di Colpa - Storia del disboscamento della Sardegna dalle origini a oggi"

 

 

intervengono, oltre all'autore: Giuseppe Casti Sindaco di Carbonia, Loriana Pitzalis Assessore alla Cultura del Comune di Carbonia, Franco Manca Assessore all'Ambiente del Comune di Carbonia, Cristiano Erriu Assessore Regionale all'Urbanistica, Emanuele Cani Deputato, Carlo Delfino Editore

 

Sinossi:

Per molto tempo i sardi hanno creduto di vivere in una terra arida, una specie di matrigna inospitale, battuta dai venti, priva di risorse naturali. Una terra che finiva per forgiare uomini orgogliosi e vendicativi, dediti alla pastorizia e al banditismo.

In realtà questa iconografia è piuttosto recente, e contrasta nettamente con l’idea che della Sardegna si erano fatta gli antichi. Un’isola mitica, florida, una sorta di terra promessa ricca di risorse, foreste, corsi d’acqua. Questa idea di Sardegna perdura fino ai viaggiatori dell’800, poi, improvvisamente, lascia il campo a quella descritta dal geografo francese Le Lannou negli anni ’30 del 900, che parlava di una sostanziale”mediocrità” della foresta sarda, una visione poi ampiamente ripresa e ripetuta, un po’ pedissequamente, da tutti. Cosa era successo? Cos’è che aveva fatto mutare, nell’immaginario collettivo, la concezione stessa della terra sarda? 

Questo libro ripercorre gli anni del disboscamento della Sardegna grazie ad un lavoro interdisciplinare che vaglia i dati statistici, le testimonianze dell’epoca, i documenti, gli aspetti politici, economici, sociali e antropologici, i pareri degli esperti, in particolare dei botanici e dei naturalisti. Un disboscamento iniziato ai primi decenni dell’800, e proseguito per un secolo, con un picco d’intensità negli anni ‘50. La Sardegna entra nell’800 ricca di boschi e ne esce trasformata, arida e povera. E’ stato calcolato che i boschi della Sardegna si siano ridotti di almeno quattro quinti nel corso dell’800.

Potenti forze economiche esterne hanno trasformato, anticipate da una pressante propaganda (la stagione delle riforme dell’800), un sistema sociale e antropologico tradizionale, mutando il rapporto che gli uomini avevano con l’ambiente circostante. Il bosco, strutturato sistema simbolico e fonte perenne di sussistenza, si trasformò in un mero valore monetario, una sorta di giacimento di legname da consumare e trasformare in valuta. Da allora cambierà tutto, l’isola disboscata si avvierà ad accogliere la monocoltura ovina, funzionale al mercato mondiale, come una colonia qualunque.

Un triste continuità storica, caratterizzata dallo sfruttamento delle risorse naturali, a partire dai punici e dai romani, passando per gli spagnoli, per giungere fino al consumo del territorio di oggi, alle lottizzazioni urbanistiche costiere, all’industria pesante e inquinante, alle servitù militari, allo smaltimento di rifiuti tossici.

Ancora oggi, specie nelle aree del terzo mondo, possiamo osservare un analogo sistema di sfruttamento delle foreste, che stravolge la vita delle popolazioni locali introducendo, infine, coltivazioni di tipo monocolturale.

La storia si ripete, in Sardegna e altrove.

 

FIORENZO CATERINI

Fiorenzo Caterini, 48 anni, cagliaritano di origine e gallurese di adozione, lavora nel Corpo Forestale, e ricopre l’incarico di comandante della stazione di Luogosanto. Antropologo di formazione, si è sempre occupato delle tematiche culturali, storiche e ambientali della Sardegna.
Ha esplorato per intero la Sardegna, sia per lavoro, sia come escursionista naturalista e amante degli sport all’aria aperta (è stato più volte campione sardo di triathlon).
Fervente ambientalista, in passato si è battuto contro la distruzione dei sentieri naturalistici e storici, contro l’edificazione di lottizzazione edilizie costiere, e tanto altro.
Il libro “Colpi di Scure e Sensi di Colpa”, risultato di anni di ricerche e studi professionali condotti in abbinamento con il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Sassari, ha riacceso, in Sardegna, il dibattito sul disboscamento dell’800, sulla storia ambientale dell’isola e le conseguenze, ecologiche, economiche e antropologiche, di una gestione del territorio succube delle logiche di mercato.
Scrive di cultura sarda, natura, ambiente, politica e antropologia in diverse riviste e siti internet, tra cui “Sardegnablogger”.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Letto 1487 volte Ultima modifica il Lunedì, 31 Marzo 2014 11:39