Gli omicidi e le violenze in famiglia sono sempre esistiti, ma non sono una cosa normale e non si superano se non vengono nominati per quello che sono, non sono “amore criminale”, ma manifestazioni di abuso da parte di chi concepisce l’amore e la sessualità come controllo, sottomissione, dominio … ma l’amore è relazione, scambio, dignità, rispetto. I femminicidi non sono dovuti a raptus o a follia, come i casi di aggressione sessuale, di abuso psicologico, di minacce, di stalking, che nel 90% dei casi non vengono riconosciuti e tanto meno denunciati (ma … anche in caso di denuncia, che cosa succede nei tempi lunghissimi che vanno dalla richiesta di aiuto alla condanna?). Si tratta di comportamenti tollerati dalla società e dal sistema, che non possono convivere con la libertà femminile che ciascuna conquista a partire da sé e in relazione con le altre donne. Rompiamo il buio e il silenzio sugli abusi in famiglia e sulla solitudine di chi li subisce, ma anche di chi li esercita, per prevenire la violenza di genere che si impara prima di tutto dai padri e dai fratelli maggiori violenti contro le proprie madri e le proprie sorelle.
MAI PIU’ COMPLICI CON "SE NON ORA QUANDO"
ROMPIAMO IL BUIO E IL SILENZIO SUGLI ABUSI IN FAMIGLIA E SULLA SOLITUDINE DI CHI LI SUBISCE, MA ANCHE DI CHI LI ESERCITA, AL FINE DI PREVENIRE LA VIOLENZA DI GENERE CHE SI IMPARA PRIMA DI TUTTO DAI PADRI E DAI FRATELLI MAGGIORI VIOLENTI CONTRO LE PROPRIE MADRI E LE PROPRIE SORELLE.
PARTECIPIAMO INSIEME
Sabato, 17 novembre, alle ore 17,30
presso la Biblioteca Comunale di Carbonia, alla proiezione del film “Ti do i miei occhi” di Iciar Bollain.
Venerdì, 23 novembre, alle 17,30
presso la biblioteca comunale di Carbonia, alla proiezione del film “Tina” di Brian Gibson.
Domenica, 25 novembre
in piazza Roma, dalle ore 18,00, alla fiaccolata per rompere insieme il buio e il silenzio.